L’asse intestino-pelle

Nel precedente articolo abbiamo visto come sia importante la salute dell’intestino inteso come punto nevralgico per un network di informazioni che partono a ventaglio verso gli altri organi e le emozioni.

Spesso capita che improvvisamente, compaiano chiazze rosso fuoco sula pelle, rush cutanei pruriti improvvisi, acuti che lasciano la pelle indispettita, oppure esfoliazioni o escoriazioni simili a dermatiti atopiche, a volte definiti attacchi di psoriasi.

La pelle rappresenta il contatto con il mondo esterno, è l’organo più esteso, dopo le membrane e ci protegge dagli attacchi provenienti dall’ambiente: è anche vero che fa da fanale all’ambiente interno: in studio, infatti, arrivano due tipi di disordini o alla pelle o alla pancia e solitamente sono collegati.

Escludendo allergie da contatto, allergie alimentari, da pelo di animale, zecche e simili che possono mordere e causare irritazioni, la pelle è il segnale che due organi sono in disequilibrio: principalmente intestino e fegato. In poche parole: tossine.

Il corpo, infatti, ha fisiologicamente la capacità di espellere le tossine se gli organi emuntori, organi che miscelano e spurgano, aiutano nel processo di scarto metabolico ed espulsione tossinica. Quello meglio conosciuto è il fegato con la cistifellea, intestino e pelle per espellere gli scarti e poi reni e vescica per svuotare i liquidi.

Ho trattato diverse persone di tutte le età, dal bimbo piccolo che soffriva di dermatite atopica, a quello di due mesi che mangiava cibi troppo complessi (cereali e carboidrati integrali) per il suo sistema digestivo, al ragazzino che non mangiava proteine. Tutti con lo stesso denominatore comune: problemi di pelle regolati da un intestino affaticato e da una barriera intestinale compromessa.

C’è da dire anche che un “super organo” di difesa come il microbiota intestinale, funge da driver di informazioni: questo insieme di microrganismi (batteri buoni, funghi, protozoi…) che convivono nel corpo senza danneggiarlo, sono stati quantificati come un numero come 38 mila miliardi di batteri eccetto quelli del torrente circolatorio e cerebrale. Un vero e proprio organismo, dal peso solo nell’intestino di 3 kg che riceve e scambia informazioni con organi vicini, opposti, lontani. La pelle in questo caso.

Non me ne vogliano i colleghi se i numeri sono cambiati visto l’enorme lavoro della scienza in continuo aggiornamento. L’apparato tegumentario (pelle), infatti, gioca un ruolo fondamentale di trasmissione del microbiota già durante il parto. Il futuro nascituro passando attraverso il canale uterino, assorbe attraverso la pelle, parte del microbiota materno che andrà completare la colonizzazione del neonato.

L’alimentazione della madre durate il periodo della gravidanza gioca un ruolo fondamentale per l’equilibrio del nascituro verso tutti i sistemi, non solo di intestino e pelle, come lo sarà durante l’allattamento e fino a 1000 giorni di vita dopo la nascita.

Si tratta, quindi, di un equilibrio tra strutture intestinali infinitesimali, come barriera, mucosa, glicocalice, villi intestinali e microbiota: l’alterazione significativa di una delle strutture porta a disturbo e infiammazione.

Da cosa possono venir alterati? Uno stato stressogeno della persona, quindi un’influenza psico-emotiva, un’alimentazione di scarso contenuto biologico e carica di zuccheri ed emulsionanti (cibi industriali), il tipo di ambiente dove la persona vive come influenza di carattere epigenetico, il tipo di parto e allattamento ricevuti, l’abuso di farmaci non necessari, la proliferazione di candida intestinale e parassitosi.

Correggendo l’alimentazione astenendosi da certi cibi “intolleranti” ed integrando sia probiotici e prebiotici scelti, sia altri componenti proteici, la pelle di queste persone è tornata normale. Spesso capita di risultare “sensibili” ad alimenti che prima rientravano nella normalità: le famose intolleranze alimentari.

Nei problemi di pelle che ho seguito in questi anni, si evidenziavano eccessi di tossine da corpo intossicato, oppure intestino sensibile: la dieta a rotazione risulta sempre la più valida. Solitamente il glutine e le proteine della carne e delle uova risultano più difficili da digerire, come l’eccesso di cibi integrali può portare a sovra infiammare le mucose intestinali già compromesse.

Risulta utile, quindi, affidarsi ad un professionista del settore per capire quale alimentazione seguire, come e per quanto tempo ma soprattutto studiata sulla propria: è importante riuscire a riequilibrare l’introito di micro e macro nutrimenti, abbassare il più possibile lo stato di stress della persona, recuperare il ritmo circadiano del corpo con orari pasto definiti, ristabilire una buona barriera intestinale con gli annessi sopra descritti porta a risollevare anche il sistema immunitario, complice del nostro stato di benessere, che inutile dire, risiede anche nell’intestino.

Il colostro è un rimedio senza particolari controindicazioni: è il liquido che precede la montata lattea, ha un alto valore nutritivo e contiene vitamina A, B, C, E, enzimi che intervengono in tutti gli scambi biologici, minerali qual calcio, fosforo, magnesio ed oligo-elementi. Come mostrano gli studi scientifici favorisce la rigenerazione dei tessuti, ha effetto protettivo su virus e batteri, stimola l’attività del sistema immunitario e su piaghe e ulcere ha un potente effetto cicatrizzante.

C’è un altro fattore che lega la pelle all’intestino: le emozioni.

Quante volte una persona timida arrossisce, si morde le labbra e trattiene? E quante volte si blocca la pancia se tratteniamo qualcosa che non digeriamo? Quante volte il nervoso che sale dal fegato passa attraverso la pelle? Quante volte assale un prurito nevrotico sulla testa in vista di una decisione da prendere o da uno stato di imbarazzo?

La pelle rappresenta il nostro contatto con il mondo esterno: il contatto inteso sia fisico, sia come ci si sente in relazione al resto del mondo: abbandonati? svalutati? incompresi?

Una pelle morbida è sinonimo di gentilezza, aspira al contatto altrui; una pelle rugosa esprime ruvidezza con il rapporto con gli altri, come se non volesse essere gentile per non mettersi in discussione.

Il rossore esprime collera, timidezza, vergogna; le dermatiti sono il risultato di collera inespressa fino ad arrivare all’orticaria quando, esasperati, non riusciamo più a sopportare certe situazioni. Esfoliazioni sul cuoio capelluto rappresentano conflitti in cui ci sentiamo respinti o sminuiti o quando proviamo un senso di separazione dal nucleo famigliare e di amici: spesso alcune psoriasi rappresentano un enorme desiderio d’amore e per questo, la persona chiede a se stessa di essere perfetta per compiacere tutti.

La naturopatia come sempre trova nel dottor Natura dei rimedi floreali eccezionali: in aiuto può intervenire Mulla Mulla un fiore del deserto adatto al calore estremo, al pizzicore da insolazione utilizzato in questo caso anche in forma preventiva; inoltre Spinifex, in caso di vesciche o irritazioni da stress e nervosismo; Waratah, il fiore simbolo del coraggio che aiuta a dare fiducia, perseveranza e capacità di adattarsi. Little Flannel aiuta nella gentilezza; Dagger Hakea, per la rabbia che spesso è indice di paura, ed è la prima che sfoga sulla pelle. Tutti fiori che si possono inserire in una buona crema a base di aloe e colostro che aiuta a cicatrizzare e lenire i fastidi.

Non esiste la cura miracolosa o il consiglio generico per tutti: ogni persona deve essere valutata in maniera personalizzata perché ognuno ha la propria risposta sia a livello biochimico, sia a livello energetico: intervenire sul profilo alimentare, integrando con probiotici selezionati e di qualità e comprendere l’emozione che risiede alla base di un problema di pelle è un percorso , un cambio di approccio terapeutico, sentito spesso con fatica perché non si è avvezzi a lasciare la propria zona di comfort.

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