La floriterapia australiana

Una storia ancora sconosciuta per molti

La floriterapia australiana è ancora poco conosciuta: è una disciplina naturale che aiuta ad armonizzare le emozioni e problematiche fisiche. Il pioniere fu Paracelso e successivamente il Dr. Edward Bach il quale scoprì l’importanza dei fiori e la loro potenzialità: ogni fiore armonizza un’emozione come la paura, la rabbia, il rancore, l’ansia, la disperazione per poi essere trasformate in positivo per donare forza, pace, coraggio, autostima…

La floriterapia australiana nasce grazie al Dr. Ian White in Australia, psicologo e naturopata, erede di una grande formazione familiare erboristica: il metodo di estrazione delle proprietà del singolo fiore comprende una serie di passaggi estrattivi grazie all’immersione di una generosa quantità di fiori e armonizzati per un periodo preciso al sole. Solo uno verrà posto sotto l’effetto energetico della Luna, un’orchidea che tratta il rapporto con il maschile.

Per recuperare ogni fiore, Ian White, rispetta e segue i ritmi della natura e i periodi di fioritura per poter estrarre maggiori potenzialità possibili, andando lui stesso nei vasti territori del Bush Australiano alla ricerca delle piante.

Ha imparato fin da bambino seguendo la nonna nei boschi a raccogliere erbe officinali nel rispetto per la natura nonché l’appezzamento di questo territorio australiano ricco di vegetazione anche durante la stagione invernale: per comprendere l’importanza, anche energetica, di queste essenze, trovo corretto citare la loro origine e gli usi passati che ne fecero gli Aborigeni.

Questo popolo fin dai tempi più antichi, ottenevano effetti benefici di un’essenza mangiandone il fiore intero: l’essenza, potenziata con la rugiada del mattino quando l’energia è più forte e florida. Non conoscendone le differenze, gli aborigeni consumavano ciò che sentivano fosse istintivamente più indicato, a volte per il profumo, a volte per il colore e si sedevano su un tappeto di fiori per assorbirne le valenze e proprietà energetiche.

Queste modalità di impiego erano diffuse anche tra egizi, malesi, africani e Paracelso nel XVI secolo il quale curava i pazienti raccogliendo le piante medicinali al mattino, con la rugiada come fecero gli Aborigeni in seguito.

Per gli antichi erboristi la comprensione delle attività terapeutiche di un rimedio seguiva invece la dottrina delle Signature, secondo la quale, la forma, il colore, lo sviluppo, la zona di raccolta, richiamavo i dettagli della malattia: un esempio, l’eufrasia, un fiore blu con una zona gialla per curare gli occhi stanchi, la pulmonaria la cui forma delle foglie richiamava i bronchi e utilizzata (tutt’oggi) per le affezioni respiratorie, o l’ortica per aumentare il flusso circolatorio grazie al pizzicore che ne deriva toccandola e così molte altre analogie.

Il Dr. Bach è il moderno pioniere della floriterapia e il merito è stato di ripristinarne il valore apportando rinnovamento nell’utilizzo. I tempi dal Dr. Bach sono cambiati, viviamo in un’era più frenetica, energeticamente più dirompente e su quest’onda nasce appunto la floriterapia australiana come risposta alla necessità di bilanciare il nostro periodo storico. Negli ultimi anni, grazie anche all’affacciarsi di nuove pratiche terapeutiche e al recupero di quelle più antiche, l’uomo sente la necessità di consapevolizzarsi di più, di riuscire a darsi delle risposte riguardo alle innumerevoli domande sulla propria vita, il senso della vita stessa, lo scopo, come mai reagisce con una determinata dinamica psico-fisica.

La floriterapia nasce e si sviluppa su queste premesse e offre un input energetico affinché la persona riesca a trasmutare e trasformare le proprie ombre grazie all’azione energetica di auto-guarigione.

È proprio di energia e vibrazioni che stiamo parlando non di sostanze: i rimedi naturali come le spezie e le erbe officinali, che banalmente sono state classificate come integratori (non me ne vogliano) agiscono a livello bio-chimico. Sono dei “farmaci naturali” con tutte le controindicazioni del caso, anche se purtroppo non c’è questa consapevolezza che il naturale fa anche male e non è per tutti.

Le essenze floreali agiscono per vibrazione, come l’agopuntura o l’omeopatia per rendere l’idea e sintetizzarne il campo d’azione.

La vibrazione è vita: la vita è permessa grazie ad un’energia interna al corpo, alle piante, agli animali, al cibo, di conseguenza il fiore, che in questo caso viene trattato con un procedimento ben preciso, emana la sua energia interagendo con quella dell’ospite. Uomo, donna, bambino, anziano, animali e piante.

La floriterapia agisce riequilibrando la sfera emozionale: non significa guarire da una patologia ma trasformare in buono le emozioni dissonanti. Spesso si vive la vita con rabbia, il fiore della rabbia aiuterà nel processo di perdono; tanti vivono nella paura e nel terrore, i fiori specifici daranno coraggio, tranquillità; molte persone si svalutano e il fiore dell’autostima aiuterà ad accrescere sicurezza in sé; altre condizioni come il rapporto madre-figlio o padre-figlio verranno bilanciati. Ogni stato d’animo ha il suo fiore corrispondente e come vedremo, il colore richiamerà le facoltà che serviranno alla persona, come la forma descriverà in modo rappresentativo la manifestazione somatica dello squilibrio dissonante.

Perché la floriterapia australiana? Perché personalmente me ne sono innamorata molti anni fa mentre ero al college e d’istinto, per vibrazione, la sento più efficace e vicina per la pratica terapeutica odierna.

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