Il raccolto di sé

È tempo di raccolto. È tempo di raccogliere i frutti della nostra trasformazione ed esserne grati. Abbiamo percorso del tempo invernale che ci ha visti in completa introspezione, concentrati sull’ascolto di sé dove tutto apparentemente sembrava stesse dormendo, un po’ come i cicli naturali.

La primavera ha risvegliato il fervore, quella tipica energia sottile dove ci si sente in movimento e non si sa precisamente cosa manifestare. Ora, prima di tornare verso la luce autunnale, e rientrare in un nuovo ciclo, è tempo di osservare attorno a noi.

Cos’hai raccolto nel tuo viaggio? Cos’hai tra le mani? Sembra quasi un resoconto di fine d’anno.

Sono in studio prima della pausa estiva, ultimo giorno e poi riposo assoluto. Fa caldo, le tende nascondono il riflesso brillante e cocente del sole d’agosto. È tardo pomeriggio e già sto assaporando quel profumo d’estate che si sente la sera, caldo, avvolgente, un profumo di calma setosa.

Lampada di sale accesa, ultima persona in arrivo.

Devo dire che è stato un anno particolare con i soliti picchi e valli come fa l’energia, come fa la Natura o un elettroencefalogramma. Riguardo ciò che ho creato non tanto come progettualità, a parte gli studi longitudinali (se si può dire) di una studentessa in Psicologia, quanto all’evoluzione personale. Mi sono conosciuta davvero, ho accettato che determinate cose, banalmente il formaggio fresco, non mi fa bene.

E questa è un po’ la sua storia: entra lei, una giovane donna verso l’essere definita “matura” (matura di che non lo capisco). Elegantemente sportiva, pelle abbronzata, capelli raccolti in una coda, trucco leggero. T-shirt a righe e gonna di lino. Sandaletti estivi, quasi scalza. Bellissima.

Nell’aria olio essenziale di limone, fresco, gioioso, ricorda i biscotti appena sfornati. Leggera mi dice: “Ora realmente so chi sono”.

Le Ri-programmazioni stavano facendo effetto: pochi mesi prima, era venuta per un disturbo intestinale, definito “intestino irritabile”. Si irritava solo a guardarla… forse era questo il problema. Troppo sensibile, poco schermata dagli attacchi energetici delle persone, una spugna di pensieri, tossine, parassiti, scorie.

Un delirio.

“Sto osservando i cambiamenti dell’età che mi rendono consapevole di me stessa, ho imparato cosa significa amarsi, cosa significa esprimersi in libertà, senza obbedire forzatamente per comune senso di pace.” Mi sembrava ottimo… “Alcune volte ancora mi capita di non ascoltarmi e mi sono attaccata dei post-it come mi hai consigliato per ricordarmi nei momenti giù, di cosa ho bisogno… di quanto sia importante capire come darsi amore”.

Il punto è questo: darsi attenzione, darsi amore, equilibrio tra dare e ricevere. Una cosetta proprio da niente! Le chiesi del “sentire gli altri”, quella che per alcuni è empatia, ma in questo caso è “lascio che l’energia degli altri entri nel mio campo energetico per poterne aver cura”.

Sembra follia, ma tante persone permettono agli altri, con un meccanismo inconscio e quindi inconsapevole, di risucchiare la propria energia, di prendere spazio dentro il territorio personale-intimo dell’altro.

Per rendersene conto la prova è se ci si sente spossati, privi di energia fisica e mentale dopo aver visto una persona, famigliare, amico/a, compagno, etc., nessuno escluso.

Risucchiata dopo tanti anni in rapporti malsani, dove prevaleva il dare, dare, dare, dare… non riusciva più a comprendere il valore del ricevere e quindi di darsi amore, attenzione, spazio, protezione. Metteva in campo un meccanismo di “voglio essere riconosciuta, accettata, quindi ti lascio il mio territorio, questo è il mio modo di prendermi cura di te per curare me”. Si tradusse in “intestino irritabile, infezioni all’apparato genito-urinario”, con fasi cicliche mensili.

Ovviamente ci volle molto impegno da parte sua sotto vari aspetti, cambio alimentare, bonifica del territorio organico e il lavoro di Ri-programmazione subconscia per rinascere. Ora la vedo rinata, a volte cade ma sa come rialzarsi rimanendo consapevole, a testa alta, senza sentirsi in torto per aver detto un “no”, ben piazzato per sé stessa.

Ora è momento di leggerezza, di ferie, di raccogliere la gioia del sole estivo e divertirsi.

Questa è l’estate. Questo è il raccolto di sé.

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