Visualizzarsi e ricrearsi

Hai mai provato la sensazione di non riuscire a entrare in contatto con te stesso/a, avere la sensazione di cervello annebbiato?

È il mese della nebbia, ci avviamo verso i mesi freddi e più oscuri dell’anno: la nebbia di questo periodo ci avvolge e non ci permette di guardare lontano concentrandosi sul momento presente come un invito alla prudenza e l’introspezione.

Questa nebbia non fa paura anzi diventa guida per scendere ancora di più la scala a chiocciola per seguire l’istinto, prestare attenzione a ciò che ci circonda senza andare oltre.

Durante questo periodo abbiamo modo di nutrirci delle nostre conserve, rallegrarsi degli sforzi fatti, assaggiare della marmellata di arancio e cannella: l’energia del momento aiuta a scoprire le nostre potenzialità, a comprendere i nostri lati bui, le nostre difficoltà e si è soliti rimanere a guardare la pioggia con una bella tisana calda tra le mani.

E se questa nebbia di Madre Natura non fosse solo un evento atmosferico ma forse presente di fronte ai nostri occhi?

Alla domanda “tu sai chi sei? Quali sono le tue caratteristiche, i valori, i pilastri fondamentali che ti caratterizzano? Sai cosa ti limita o ti aiuta a creare ciò che desideri? Vivi in connessione con te e con la natura o semplicemente sopravvivi rimanendo nell’abitudine giornaliera?

Queste sono una serie di domande che possiamo anche non avere la possibilità di farci o di saper rispondere. E’ una sorta di autoanalisi utile in questo periodo dell’anno, un viaggio introspettivo per smuovere la nebbia.

La nebbia di fronte agli occhi non ci permette di domandarci o di dare risposte può essere intesa come una reazione di paura di un qualcosa di un po’ più profondo: la mente inconscia agisce così, pone un filtro affinché determinati eventi rimangano nell’oblio per salvaguardarci perché troppo ostili e traumatici per essere ricordati oppure limita l’accesso ad alcune porte che possono essere aperte e resettate, ovviamente da chi di dovere.

Intanto comincia da te: puoi utilizzare una delle tante tecniche che si utilizzano in Ri-programmazione, siediti comodo/a dove puoi sentirti a tuo agio, accendi una candela un incenso e respira.

Sicuramente in una parte di te c’è un’immagine del tuo Sè reale che coincide con il Sé ideale ossia con ciò che tu sei e ciò che vorresti essere.

Osserva: immagina di vederti, di percepirti leggero/a, o setoso/a, o più morbido/a, più gioioso/a.

Puoi inserire l’immagine di te in un determinato ambiente, facendo determinate attività e ciò che consiglio sempre è rimanere nel provare sul proprio fisico, sulla propria pelle, le sensazioni come se quelle immagini fossero già reali.

Una materia vivente per essere viva deve vibrare e le vibrazioni possono provenire da una fitta rete di scambi di informazioni, sistemi interconnessi in un network multisistemico come dimostrato dalle moderne Neuroscienze cognitive.

Ciò che una volta era definita filosofia ora grazie a interminabili studi scientifici grazie alle più potenti misurazioni e macchinari, è stato dimostrato questa potente interconnessione sia tra gli organi, sia tra gli apparati e i sistemi che compongono il nostro corpo sia all’interno del nostro cervello.

Conoscerai il famoso network intestino-cervello

Immagina una fitta rete, una maglia, un’autostrada di informazioni in entrata in uscita uno scambio biochimico ed elettrico: un’orchestra di continui ed innarestabili imput in ogni miliardesimo secondo.

Solo un lieve movimento che attiviamo per esempio per camminare, è il risultato di scambi interni molto complessi: averne la consapevolezza mi ha spinto ad inoltrarmi nello studio delle Neuroscienze e la Biorisonanza.

Le nostre cellule sono composte anche d’acqua e l’acqua vibra con il tutto che la circonda: le informazioni possono provenire dai pensieri, dalle emozioni, dal cibo, dalle sensazioni, dal tocco, dall’ olfatto, dall’udito e non solo.

L’ interconnessione si rivolge anche l’aspetto più spirituale dell’essere umano: noi non siamo solo macchine, non siamo compartimenti stagni, non siamo né solo organi, ne’ solo sostanze chimiche.

Siamo anche Spirito, Anima, emozioni e tutto il sistema interconnesso lavora, si spera in armonia.

Quando non rivolgiamo attenzione al nostro sentire ma vediamo il mondo solo con la razionalità, l’armonia si può spezzare, ecco la famosa manifestazione fisica o psicosomatica e patologica.

Quindi, tornando al visualizzarsi: è importante poter vivere sulla propria pelle e insegnare alle nostre cellule nuove informazioni togliendo quelle che ci portano a non vivere in armonia.

Viviamo all’interno di un campo energetico che ci mette in relazione con il tutto attorno a noi e nel momento in cui noi cambiamo solo una piccola parte di noi stessi questa vibrazione rientrera’ all’interno del campo energetico che ci circonda modificandolo di conseguenza.

Non si tratta di pensiero positivo o legge d’attrazione: principalmente è dialogo con Sé stessi, con le proprie cellule e percezione fisica.

Quando eravamo bambini era facile visualizzare: si potevano creare e ricreare 1000 mondi fantastici, infatti il bambino in realtà non ha limiti e il nostro cervello non ha limiti perchè è fatto della stessa materia di cui è fatto l’Universo (cit. Dr. A. Einstein)

Di conseguenza l’immaginazione, la fantasia unite ad una buona percezione di sé fisica e visiva può portare alla realizzazione e al ricrearsi introducendo a livello cellulare nuove informazioni.

Come ogni anno, alla fine del prossimo mese sono solita creare proprio il mio quaderno delle intenzioni e di come voglio vedermi, di quali sono le mie necessità e come posso creare e ricreare la mia realtà.

Devo dire che alla fine di ogni anno, riguardando il quaderno dell’anno precedente e utilizzando questa tecnica ho potuto realizzare ciò che sono ora in questo momento.

Potrebbe essere uno spunto.

Quindi niente è impossibile!

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