Mal di testa, emicrania, nevralgia. Il troppo scoppia.

L’avere mal di testa comprende una serie differenti condizioni psicofisiche e di differente natura e i termini spesso vengono confusi.

C’è da dire inizialmente che la testa è il nostro computer che ci consente di entrare in connessione con la materia, è il miscelatore di tutte le informazioni in entrata in uscita grazie al sistema nervoso centrale che permette di filtrare grazie agli organi di senso, tutti gli input provenienti dall’esterno per poterli poi trasformare e connettere all’interno di noi stessi e distribuirli ai vari organi.

La testa rappresenta la nostra autonomia ma anche la nostra individualità, la nostra spiritualità: racchiude infatti centri energetici superiori grazie ai quali possiamo entrare in connessione con la nostra natura divina.

Il mal di testa può avere cause diverse può essere di radice neurologica, di radice prettamente alimentare, come per intolleranze alimentari, difficoltà ad espellere tossine, endocrina a seconda del periodo e la condizione emozionale in cui la persona si trova.

Spesso il mal di testa può essere di breve durata ed è collegato a un’iperattività del pensiero, una tensione eccessiva quando ci mettiamo in testa di voler capire comprendere o sciogliere determinate situazioni e a livello di input nervoso andiamo a iper sollecitare il nostro cervello.

Può venire quando ci si intestardisce a voler trovare una soluzione invece di chiedere aiuto: può essere di natura molto intensa anzi può aumentare l’intensità e in questo caso proviene quasi sempre da emozioni represse o trattenute.

Durante le sedute individuali ho notato che nel momento in cui la persona si libera di ciò che trattiene a livello emotivo può provare mal di testa, solitamente sono persone che controllano le emozioni quindi quando viene liberata questa energia molto forte, la testa è come se si infuocasse.

Il mal di testa è spesso collegato all’impressione da essere prigionieri, di non avere la libertà di fare, di dire, di esprimersi, un qualcosa che limita i nostri desideri, la nostra libertà e ci si sente obbligati per esempio ad andare per forza in un posto, ad essere piacenti essere gentili, ad essere vestiti in una determinata maniera contro le nostre inclinazioni.

Il mal di testa violento, vicino alla percezione di una spada nella testa sospesa sul capo spesso, è associato alla paura e l’insicurezza, infatti se, inizia con dolori alla nuca, può avere a che fare con una situazione dove ci siamo sentiti minacciati.

Il mal di testa spesso si trasforma in emicrania, si tratta di un dolore intenso che affligge un lato della testa e si presenta con crisi acute spesso di sempre maggiore intensità che cresce con il tempo, accompagnate anche da nausea e vomito.

L’emicrania manifesta il troppo pieno emotivo, nausea e vomito esprimono un rifiuto per una condizione dove ci siamo sentiti minacciati: può collegarsi a una condizione di donna che non si accetta ed ecco che l’emicrania si manifesta nel periodo del del ciclo (vedi l’articolo di giugno!), può trattarsi di un rifiuto della propria sessualità, si può rifiutare una situazione in cui ci si è sentiti prigionieri durante l’infanzia e può essere rappresentato dal senso di colpa per essere non meritevoli di provare felicità e a volte in maniera estrema neppure di esistere.

L’emicrania infatti interviene e distrugge qualsiasi piacere.

Un’altra forma di dolore alla testa è la nevralgia, un dolore acuto intenso con fitte che seguono il percorso dei nervi sensitivi o misti e accompagnato da un senso di formicolio e un calo di sensibilità lungo il percorso dei nervi.

Può essere collegata a un’emozione che non si vuole provare quindi si rimane intorpiditi senza ascoltare quell’emozione: parte del nostro viso o della nostra testa rimane anch’essa intorpidita, insensibile, appunto perché non si vuole esporsi o provare un qualcosa che possa ferire la propria sensibilità.

Se ci pensate con un mal di testa, una nevralgia, un’emicrania si tende ad avere il pensiero offuscato come se ci fosse un qualcosa che inibisce l’ascolto, inibisce qualsiasi attività di piacere, non permette di sentire, odorare, percepire quella situazione magari quando si è in viaggio o quando si sta condividendo un momento piacevole con la famiglia, con gli amici.

Una barriera tra noi e la condizione di realtà.

Non permette neanche l’entrata in connessione con i centri superiori, quelli sopra accennati, che aiutano a vedere sotto un’altra forma, visualizzare e meditare.

Come se il corpo ci fermasse, un po’ come quando siano colpiti dai dolori muscolari (vedi l’articolo di maggio), come se ci dicesse “svuota il sistema”, “stai per esplodere”, “ora ti fermo o ti riempio la testa di fuoco” in modo tale che tu “non possa fare nient’altro”, forse perché non lo “devi fare e hai bisogno solo di alleggerirti di liberarti”.

Siamo sempre più sollecitati, sotto tensione, sovra alimentati, sempre più disconnessi con noi stessi e iperconnessi col mondo al di fuori di noi che ci dimentichiamo l’ascolto e quando ci viene richiesto mettiamo in atto il pensiero razionale invece dell’ intuitivo.

Il mio intento nelle varie attività in studio  è proprio questo : riuscire a riconnettere la parte intuitiva prima che ci sia la manifestazione fisica.

E ringrazio tutti voi che vi impegnate e mi mostrate la strada, valida sempre anche per me.

Doc S.

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