La cistite. Come difendi il tuo territorio.

L’ acqua e’ sicuramente il prodotto liquido più importante presente nel nostro corpo in quanto favorisce il nutrimento ai tessuti, alle cellule, agli organi : quella in eccesso viene eliminata dai polmoni ,dalle ghiandole sudoripare con il sudore e dei reni.

Le scorie tra cui l’urea, i sali minerali, i sali biliari e le tossine vengono eliminati dal sistema urinario e la vescica ne fa parte oltre a reni, uretra e ureteri.

La vescica è un serbatoio con delle membrane costituite internamente da muscoli e acido ialuronico: la vescica rappresenta la nostra capacità di delimitare il territorio, infatti se pensiamo gli animali, essi segnano il territorio urinando come se fosse un marchio, un loro tratto distintivo che permette di avere il proprio spazio circoscritto.

I problemi di vescica, quindi, sono collegati alla mancanza di rispetto del nostro territorio, alla difficoltà di sentirsi al sicuro al suo interno o perché permettiamo agli altri o qualcuno in particolare di entrare o che se ne appropri e faccia da padrone.

I bambini per esempio, la notte fino a una certa età, fanno la pipì a letto (enuresi notturna) motivo di disagio e di vergogna: in questo caso i bambini hanno l’impressione di aver perso ciò che per loro rappresenta il territorio come la culla, l’orsacchiotto, la coperta di Linus o che il territorio sia stato invaso.

A seconda dell’età quindi nel superare quello stadio di sviluppo, può capitare che sentano tremare la sicurezza del proprio territorio e inconsciamente si esprimono di notte con la pipì a letto. Questa condizione può essere legata anche alla paura nei confronti di un genitore troppo esigente e in questo caso è il territorio psicologico del bambino ad essere aggredito.

La vescica in medicina cinese contiene l’emozione della paura, dell’ansia e del terrore: in caso di vescica irritabile ( non sempre si tratta di incontinenza urinaria )è collegata a uno stato, una situazione stressante, imminente da affrontare così da presentare spesso la necessità di andare in bagno.

Nel caso della cistite invece, si tratta di un’infezione solitamente batterica( E.Coli) : a livello fisico in molti casi è successiva ad un problema di disbiosi intestinale, di irregolarità intestinale e presenza di candidosi intestinale.

Cambiando il PH interno dell’intestino, i batteri presenti migreranno in altri organi: in questo caso il batterio si attaccherà alle pareti vescicali producendo quel fastidioso dolore molto acuto, con peso al basso ventre e la sensazione di bruciore durante e dopo averla fatto la pipì.

A livello fisico quindi abbiamo una correlazione con l’intestino dove l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale: un cambio alimentare e un possibile trattamento, oltre a quello farmacologico, può aiutare a resettare l’equilibrio dell’intero sistema permettendo di eliminare l’infezione, trattare la disbiosi intestinale ( e non solo con probiotici ), alleggerire il carico tossinico ristabilendo l’equilibrio epatico una volta stabilizzata la condizione di guarigione.

Le tossine quindi sia fisiche sia emotive giocano un ruolo essenziale: in questa rubrica di quest’anno mi concentro di più sull’aspetto prettamente psico-emozionale con questa storia.

Diversi anni fa venne da me una donna di circa 35 anni estremamente sofferente dalle ripetute infezioni urinarie: ricordo essere state quasi una al mese per tre anni e dopo aver tentato trattamenti farmacologici classici seguita da un medico, si presentò alla mia porta con una situazione invariata, se non peggiorata.

Dopo un accurato check-up rilevai la presenza di candida albicans intestinale, parassitosi ed E.Coli: venne trattata, con l’aiuto di un’altro professionista medico la parte farmacologica per eliminare la presenza di parassiti e trattare il batterio presente.

Non me ne vogliano gli amanti e i professionisti delle terapie naturali ma, in presenza di un batterio è onestamente difficile che i trattamenti naturali siano risolutivi, possono aiutare a sfiammare e prevenire le infezioni perché sono comunque dei farmaci ma, in acuto la terapia farmacologica è quella più indicata sempre ovviamente sotto consiglio medico.

Mi preoccupai di trattare la candidosi e la cistite cambiando l’approccio alimentare integrando con probiotici, prebiotici e proteine di struttura testati sulla persona per ristabilire l’equilibrio intestinale.

Successivamente le consigliai un drenante epato-renale per poter eliminare il carico tossico portato dalle infezioni patogene e anche dai ripetuti trattamenti farmacologici.

Arrivammo quindi poi a considerare l’aspetto emozionale che è sempre presente di fronte a uno squilibrio fisico: iniziò il suo lungo percorso dentro sè stessa e capì che predominavano più i sì nella sua vita dei no: permetteva agli altri di gestire le sue scelte, nello specifico ai genitori, pur essendo una donna adulta ma per essere accettata e non giudicata, preferiva accontentarli piuttosto che sostenere sè stessa.

Una profonda paura quindi di esprimersi, di delimitare il territorio per paura di non essere accettata e messa “al bando”: il suo passato tumultuoso l’aveva segnata a tal punto da non voler più percepire “l’effetto guerra” che aveva vissuto durante l’adolescenza.

Piuttosto di sentire storie dico di sì” “Dico di sì altrimenti mi sfinisce” “Dico di si così sta buona e smette di tormentarmi”: le persone attorno a lei approfittavano anche involontariamente della sua disponibilità.

Aveva una grande necessità di essere amata, considerata e curata motivo per cui lo faceva agli altri, lo faceva alle persone a lei più vicine quasi per esprimere un bisogno inconscio,un bisogno infantile irrisolto.

Lavorò molto su se stessa, sul senso valore di sé, di chi era in realtà iniziando così a scoprirsi e a riscoprirsi e ricostruirsi grazie anche a sedute di Ri-programmazione e altre attività collaterali di immedesimazione e ascolto profondo.

Fu un momento molto bello anche per me quando sì senti in piena libertà di dire di no con la tranquillità nella pancia di dover dare spiegazioni solo a se stessa e di sentirsi libera di chiudere le porte se necessario.

Mi capita spesso di trattare la questione della “scelta”: possiamo scegliere se continuare a percorrere quella strada e a fingere di percorrere quella che desideriamo mettendoci in secondo piano e nascondendoci dietro agli stereotipi: è mio padre, è mia madre, è mio marito, è mia moglie, compagno, compagna, mio figlio, mia figlia…

In realtà l’equilibrio tra dare e ricevere scorre su un elastico e credo sia importante riuscire a rimanere in equilibrio su quell’ elastico e riuscire a mollare quando è necessario, anche quando le situazioni sono complesse rimanendo con la sensazione di tranquillità interna che è stata la nostra scelta e non un obbligo.

Doc S

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