Le connessioni nel corpo.Il ruolo dell’intestino

Tutte le malattie hanno come origine l’intestino. (Ippocrate)

Medicine antiche e ora moderne dimostrano scientificamente il sottile e stretto rapporto tra corpo-mente ed energia: ciò che proviene dall’esterno si propaga verso l’interno e viceversa.

Un tempo, Ippocrate considerava i suoi pazienti in toto: valutava a quale costituzione appartenessero, che tipo di essudato, il tipo di pelle, di cosa si nutrissero e come, la qualità della loro vita, lo stato di stress, i segnali sulla lingua, di quale tipo di nevrosi soffrissero, fattori tutti che oggi considera il naturopata. Ippocrate già aveva compreso come l’intestino avesse un ruolo predominante sulla salute dell’uomo.

Il concetto è stato ripreso più volte nel corso dei secoli e migliorato fino ai giorni nostri.

Ciò che proviamo sotto forma di emozione influenza gli organi e gli stessi, rimandano dei segnali alla sfera emozionale. Si parla quindi di una serie infinita di informazioni che dialogano con i nostri sistemi al fine di trasmettere una risposta, una risultante intesa come un dolore, un’infiammazione oppure stati ansiosi, rabbiosi, di paura, sintomatologie, oppure in positivo, guarigione, allegra, gioia, soddisfazione. Pura chimica? No, interazione multi-sistemica.

Ne parlava e ne parla copiosamente già la PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia) quella scienza che si basa sulla relazione tra sistemi: lungi ormai pensare che il corpo e le emozioni non siano l’insieme delle cause che portano ad una malattia o ad un semplice malessere. In naturopatia, avendo una visione d’insieme, è basilare rafforzare quest’ organo come per la medicina antica, cosa che fa anche la medicina omeopatica unicista per rafforzare il sistema e agire sul “terreno”.

Quel “terreno” è anche l’intestino. Strutturalmente è un organo molto complesso dotato di strutture nobili e minimali con un grande potere paragonati ai mattoni della casa: se non fossero ben strutturati la casa cadrebbe, entrerebbe l’acqua, si formerebbero crepe…

Il benessere e la salute sono correlati alla nostra digestione: decomporre gli alimenti, assorbirne i principi attivi, le vitamine, i minerali è la funzione dell’apparato digerente che parte con l’azione della masticazione in bocca grazie a specifici enzimi; l’intestino assorbe selettivamente tutti i nutrienti, soprattutto nel tenue dove risiede la “barriera intestinale”.

Questa unità giunge a maturazione tra il sesto e l’ottavo mese di vita ed è un insieme complesso di cellule, gli enterociti, protetti da una resistenza elettrica e strettamente coesi grazie alle giunzioni serrate: queste strutture funzionano da protezione. L’integrità della barriera intestinale dipende da diversi fattori sia genetici, come nella celiachia, sia da fattori transitori come una cattiva alimentazione o lo stress persistente. Ne consegue la perdita della selettività della permeabilità e la formazione di lesioni, dove l’intestino diventa permeabile o comunque irritato. Inoltre esistono altre strutture, come la mucosa, i villi, il glicocalice che necessitano di un equilibrio fondamentale per assicurare il corretto funzionamento dell’intero corpo, l’assimilazione di vitamine, minerali e il funzionamento del sistema immunitario.

Componente essenziale del nostro intestino e driver principale di informazioni è il microbiota intestinale: denominato un super organismo, comunemente chiamata flora batterica, banalmente considerata residente nel tratto intestinale ed ora studiata e compresa dalla scienza come principale fonte sia di salute multi-organo sia messaggera di informazioni per l’equilibrio emozionale.

Il microbiota è presente non solo nell’intestino, ma test di laboratorio lo hanno rintracciato in disparati organi determinandone così la comunicazione bi-direzionale: frequente il termine “asse”, asse intestino-cervello quello più studiato, ma anche asse intestino-vescica, intestino-pelle, intestino-denti, intestino-apparato cardio-circolatorio e le conseguenti possibili infiammazioni, dalla più semplice, come un’influenza, una cistite, una dermatite alle più complesse come le malattie neuro-degenerative.

Va da sé che se non si rafforza il “terreno” e le strutture intestinali tutto ciò che ingeriamo sia esso come cibo, sia come integrazione darà risultati scadenti: l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale in tutto ciò, intesa come qualità di provenienza, sia come associazione tra alimenti secondo la propria costituzione, il proprio biotipo. Per preservare la mucosa intestinale è indispensabile privilegiare alimenti quali le noci, le mandorle, i semi di lino, la lattuga, il pesce, le uova, tutti alimenti ricchi di glutammina il nutriente principale degli enterociti. Per integrare le vitamine del gruppo B, minerali e oligoelementi, preferire l’assunzione del germe di grano; di beneficio l’olio evo spremuto a freddo e l’olio di pesce proveniente dal pesce azzurro che ristabilisce la fluidità dei fosfolipidi delle membrane cellulari. Il glutine non è da eliminare se non in presenza di forti intolleranze, ma da limitare essendo una proteina “complessa” da digerire in presenza di un intestino irritato. Zucca, zucchine, bietole, spinaci, fagiolini, erbette, rape, sedano rapa cotti e conditi con olio evo sono ricchi di fibra utile al transito, non dannosa e irritante come posso risultare i cibi integrali in determinate situazioni.

La presenza di emulsionanti e di zuccheri nei cibi industriali porta inevitabilmente ad un impoverimento del microbiota, ad un maggior rischio di impoverimento di struttura intestinale e conseguente irritazione della mucosa che porterà dei segnali all’organo debole in quel momento avendo debilitato il sistema immunitario.

L’organo debole viene inteso come quell’organo che in quel particolare momento, sia a livello fisico, sia a livello emozionale ed energetico risulta più attaccabile: in medicina cinese si chiama organo bersaglio. Esso può variare nel corso della vita di una persona, può vivere dei cicli, dei mesi, degli anni o essere ripetitivo, per esempio, nei cambi di stagione.

Avremo, quindi, infiammazioni alla pelle, oppure a vescica, stomaco, denti, ossa o altri organi collegati all’intestino.

Spesso con un’influenza si soffre di costipazione, in presenza di una gastralgia può manifestarsi meteorismo, le donne in età fertile hanno un ciclo doloroso e soffrono di stipsi; certe lombalgie sono il riflesso dell’intestino, la cistite o una candidosi è di provenienza intestinale, una dermatite viene trattata dal naturopata riequilibrando intestino e disintossicando il fegato.

Un altro fattore determinante è il nostro equilibrio emozionale: le emozioni possono essere definite dei patogeni in quanto agiscono a livello nervoso-energetico riportando messaggi disfunzionali all’ organo collegato, come in autostrada andando da Nord a Sud e viceversa.

I fattori stressanti sono soggettivi ma scatenano comunque una risposta ormonale uguale per tutti, adrenalina-cortisolo, e ciò che cambiano sono le emozioni: ogni emozione persistente, protratta nel tempo, irrisolta e trascinata, essendo il cervello in comunicazione bi-direzionale con l’intestino, ridurrà l’efficienza del sistema immunitario. Di conseguenza si ha quello che viene definito un disturbo psicosomatico.

Le emozioni giocano un ruolo chiave, basti pensare ad un approccio positivo, cosa possa cambiare durante una guarigione, scaricare lo stress con l’attivitĂ  fisica preferita, dedicarsi del tempo in questi tempi di pura follia: tutto è un messaggio, tutto può essere sentito come stressor e attivare meccanismi biochimici di allarme che scateneranno delle risposte a catena spesso nelle zone opposte del corpo. Siamo un meraviglioso uniqum in continua evoluzione.

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