Imparare dalle esperienze

Imparare dalle esperienze è spesso una buona intenzione che poi si dimentica.

Tutte le esperienze vengono immagazzinate dalla mente: siamo in grado di ricordare qualsiasi evento usando la chiave giusta per aprire la porta di accesso all’inconscio.

Spesso però ricordiamo solo le esperienze positive e non impariamo dai nostri errori: un’esperienza vissuta come tragica può non rientrare nei file di memoria consapevoli perché rimane rinchiusa come in una cassettiera in modalità protettiva: il dolore spesso la nostra mente lo rimuove come le esperienze negative.

Un tempo si pensava che l’apprendimento seguisse solo esperienze rinforzate dagli eventi positivi successivamente poi venne dimostrato che anche le esperienze negative, poco piacevoli portano comunque ad una fase di apprendimento rientrando così nell’ambito dell’esperienza.

C’è da dire però che attraverso le esperienze negative se ben trasformate, se capiamo perché abbiamo vissuto quel tipo di esperienza, come mai la vita ci ha portato a vivere quell’esperienza, riusciamo a trarne un dono, apprendiamo nuovi modi di concepire determinate situazioni trovando modalità diverse per affrontarle.

È simile a un processo creativo, solamente in questo caso partiamo da esperienze negative: riuscire a individualizzare il significato che sta dietro a un’esperienza, aiuta per un buon 50% a superarla.

Per poterla affrontare per l’altro 50%, necessitiamo valutarla sotto vari aspetti, con un’altra prospettiva, come se quell’esperienza in un foglio fosse messa al centro come un puntino rosso e tutto intorno ci fosse la nostra vista come fossimo composti da 1000 occhi.

Ricorrere all’utilizzo di carta e penna può aiutarci a prendere in considerazione varie strategie per poter affrontare un evento negativo: consiglio spesso di premunirsi di un diario, per scrivere o disegnare, rappresentare quindi in forma visibile quello che passa attraverso l’intuizione.

È utile sia per trasformare, sia per poter restare consapevoli del proprio percorso. La mente e le parole rimangono in aria se non vengono rappresentate: siamo talmente super influenzati da stimoli differenti durante il giorno che tante cose, se non venissero trascritte verrebbero perse. In floriterapia esistono delle essenze utili per portare a termine questi processi.

Isopogon

Isopogon, è l’essenza per chi non impara i propri errori: aiuta a recuperare i ricordi lontani ed è dedicato per coloro che non riescono a trarre insegnamenti da quella determinata esperienza. Nulla ci accade per caso e se non apprendiamo la prima lezione essa sicuramente si ripresenterà finché non la comprenderemo.

Generalmente le persone che non imparano nulla dai propri errori continuano a correre nella vita cercando di dominarla di controllarla senza mai fermarsi esaminare le esperienze passate. Uno dei sistemi migliori per imparare è non commettere molti sbagli, purché ogni volta si corregga il proprio comportamento, di conseguenza, una revisione costante delle nostre azioni delle loro conseguenze nonché la correzione del comportamento in base a ciò che abbiamo appreso.

Isopogon è utile anche per gli individui che hanno bisogno di dominare e controllare gli altri con una costante supervisione e non riescono nemmeno immaginare che qualcun altro possa svolgere un lavoro altrettanto bene o addirittura meglio di loro.

Persone che credono di saperne di più degli altri la loro frase tipica è: “Non fare come faccio io, fai come dico io”.

Ciò è evidente nei genitori molto severi: le persone così possono avere un atteggiamento arrogante, autoritario e sovrastante nei confronti degli altri. In genere sono dominati dall’intelletto e isolate dalle proprie emozioni, possono essere molto influenti, ambiziose, esigenti, dispotiche e intolleranti nei confronti dei più deboli e per riuscire a dominare gli altri dimostrano sempre una grande tecnica manipolatoria che si protrae nel tempo.

Il modello positivo di Isopogon è il leader naturale, ispiratore saggio, tollerante flessibile che aiuta gli altri a esprimere le proprie capacità e prende dall’esperienza: il colore di questo fiore il giallo, infatti, rappresenta le capacità intellettive. Un altro rimedio che può essere assunto per potenziare Isopogon è Bush Fuchsia che aiuta ad integrare gli emisferi. Dona chiarezza mentale e aiuta migliorare le capacità espressive: aiuta a concentrarsi per chi ha scarsa memoria e non riesce a leggere per molto tempo.

L’essenza equilibra l’emisfero cerebrale sinistro (le funzioni logiche e razionali) con quello destro (le funzioni intuitive e creative). È un ottimo rimedio per entrare in contatto con le proprie intuizioni ascoltarle e fidarsene. Nel 90% dei casi, infatti, le nostre sensazioni istintive sono corrette ma in questa società dominata dall’emisfero sinistro, la nostra reazione è spesso quella di considerarle in termini logici e quindi di ignorarle.

Il grande scienziato Albert Einstein dichiarò:

Non sono mai giunto alle mie scoperte attraverso il processo del pensiero razionale”.

Utile per la dislessia, la disgrafia, per i balbuzienti, per la cura delle infezioni auricolari, vertigini, nausea da viaggio e senso di sbilanciamento, per ripristinare i collegamenti neurologici dopo un trauma aiutando la scarsa coordinazione verbale e fisica.

Per chi lateralizza (tendenza a sviluppare un sintomo più da una parte che dall’altra) e per chi trascorre molto tempo davanti a un video o un’apparecchiatura elettrica e alla fine della giornata si sente un po’ intorpidito o spento: il segnale che permette di capire che ci si trova in questa condizione è che si cominciano a commettere errori banali.

Ora mi affido al mio intuito e lo seguo.

Apprendiamo la saggezza soprattutto dal fallimento piuttosto che dal successo. (Samuel Smiles)

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