Essere motivati.

Cos’è la motivazione: è spinta movimento attrazione, il motus.

Motivazione indica la direzione e la forza del nostro agire, siamo motivati quando abbiamo obiettivi, formuliamo aspettative, rispondiamo a bisogni. A volte siamo portati verso una riuscita oppure trattenuti quindi abbiamo un orientamento e una velocità.

È possibile distinguere una motivazione all’avvicinamento che porta a voler affrontare il compito l’obiettivo e uno invece al all’ allontanamento e quindi ad evitarlo.

Una persona quindi può essere predisposta a modificare una situazione, creare una nuova situazione, godere di nuovi obiettivi e quindi mossa dal desiderio di realizzarsi in tutti i sensi, sia a livello emozionale, monetario e materiale.

Un’altra persona può essere invece riluttante al cambiamento, in quanto un cambiamento può portare anche ad un fallimento quindi per paura di fallire c’è la tendenza a rimanere nella propria zona di comfort.

La componente quindi di evitamento porta a fuggire per il timore di essere rifiutati, di non venire accettati, di non ottenere la fiducia e solitamente sono persone timide e abbastanza chiuse.

C’è da dire che in questi meccanismi intervengono anche principi educativi morali e ambientali.

Il sistema prevalente di attivazione è definito BAS (Behavioral Activation System) contrario al BIS che porta all’inibizione: predisposti al BAS o il BIS si nasce.

L’ambiente può modulare queste tendenze, come la consapevolezza di avere questa tendenza attivante o meno.

Un’altra componente, al di là di quella natura costituzionale appena descritta, è una dimensione molto importante ripresa in varie teorie della motivazione e riguarda il percepirsi competenti o evitare di percepirsi incapaci.

Vi è un bisogno innato che porta a padroneggiare l’ambiente e viene modulato dalle persone più importanti quali i genitori che possono favorire o meno questo processo: un esempio quando l’adulto si rivolge al bambino e lo scoraggia o disapprova con le tipiche frasi “lascia stare” “ non fa per te” “ faccio io” “ sei troppo piccolo/a”.

In questo caso lo sviluppo della motivazione alla competenza verrà ostacolato in quanto il bambino non si sentirà sostenuto e in grado di fare quelle determinate attività.

Più favorevole allo sviluppo della motivazione e la competenza è il sostegno grazie a frasi del tipo “dai che c’è la fai” “ provaci ancora una volta”, frasi che sostengono la fiducia in se’ e fanno crescere l’autostima, danno la percezione di essere capaci di potercela fare.

Il bambino svilupperà un sistema di auto-ricompensa che renderà sempre meno importante l’approvazione esterna dell’adulto e consentirà di porsi nuovi obiettivi e migliorare le proprie competenze.

E’ il mettersi in gioco, il provarci, il percorso prima dell’arrivo piuttosto del risultato: da qui si orienterà la spinta motivazionale o la necessità di evitare ,di affrontare i compiti nel timore di non essere capaci.

Un bambino incoraggiato con  primi tentativi di padronanza in un certo ambito tenderà a mantenere un buon senso di sfida di fronte a compiti simili e a percepire un buon controllo interno e provare emozioni positive al contrario di un bambino che è stato scoraggiato nei suoi primi tentativi e tenderà a provare ansia anche solo al pensiero di affrontare quel tipo di compito con la conseguenza che tenderà a evitare e affrontare con poco motivazione i compiti situazioni per evitare la disapprovazione.

Nel primo caso svilupperà una personalità dove predomina la fiducia nelle proprie capacità, nell’altro una personalità di timorosa del giudizio, incline a rinunciare o vivere con ansia le situazioni quindi a vivere bloccato contrastato.

Il livello di difficoltà della situazione del compito per essere ottimale dovrebbe essere al di sopra del livello di difficoltà affrontato fino a quel momento, in quanto l’essere umano si confronta sempre con il passato e ha bisogno di un compito un po’ più complesso rispetto a quello già fatto in precedenza per percepire l’auto efficacia interna nella percezione di abilità.

La sfida in questo caso viene vissuta nel momento in cui si vive una situazione chiamata flow una condizione in cui la persona sta attivando la sua attività e si sente nel flusso si sente connessa e fluisce con le proprie abilità provando piacere, padronanza di sé e vive pienamente quell’esperienza sentendosi in connessione.

L’esperienza del flow si percepisce quando la persona vive attività che sono considerate medio alta difficoltà :e mette alla prova le abilità di chi lo esegue senza eccedere in difficoltà senza creare: importante non percepire ansia tanto meno sembrare troppo semplice in quanto può  produrre apatia disinteresse.

Il coinvolgimento profondo del flow comunque si manifesta nel momento in cui la persona crea una condizione di piacere nello svolgere quell’attività dove riesce a esprimere se stessa al meglio.

Essere motivati e vivere nel flow segue anche il principio di autodeterminazione dove se la persona tende a essere lasciata libera di scegliere cercherà di attivarsi per soddisfare tre bisogni fondamentali umani : competenza, autonomie e relazione.

Sceglierà un’attività dove si sente competente dove ha tutte le carte in regola per poterla eseguire al meglio, autonoma senza controllo esterno e dove riuscirà a creare buoni legami sociali.

Nel bambino il senso di autodeterminazione verrà stimolato nel momento in cui si sosterrà le sue capacità anziché porre l’accento di non essere portati o di non possedere le qualità adatte cosa che porterà a focalizzarsi sull’ansia ed eccessivamente sui risultati sulle prestazioni anziché sul percorso di competenza nello svolgere il compito.

Il percorso infatti è l’elemento fondamentale da prendere in considerazione quando una persona decide di creare qualcosa per sé di nuovo per poter vivere pienamente ogni passaggio e poter comprendere i vari processi, i vari stadi di evoluzione personale senza che il risultato sia per forza in termini di punteggi.

La persona viene motivata quindi in primis da una spinta interna per raggiungere un obiettivo e viene sostenuta da quel processo dove può sentirsi riconosciuta e dove può scegliere attività che riesce a gestire o che sono un po’ più difficili di ciò che già conosce.

Si può anche sentire motivata da premi che essa si concede, da un obiettivo che ha un valore per sé oppure perché l’attività che stai intraprendendo, la sente espressioni di sé, crea una parte di sé stessa.

Essere sostenuti dall’ambiente durante le fasi dello sviluppo è essenziale come lo è lo stato di consapevolezza di essere in grado di avere tutte le capacità necessarie per una riuscita, al di là dei possibili incidenti di percorso.

Durante un percorso individuale mi trovo spesso a consigliare rimedi floreali in relazione a ciò che può aiutare a dirigere la propria motivazione oltre a comprendere cosa la blocca sostituendo le credenze limitanti create negli anni con la Ri-programmazione.

Doc S.

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