E’ solo stress. La leggerezza emotiva.

La necessità della leggerezza emotiva è un aspetto cruciale per il benessere psicologico ed emotivo di un individuo.

La leggerezza emotiva si riferisce alla capacità di affrontare la vita con un atteggiamento aperto, gioioso e flessibile, contrastando il peso eccessivo delle preoccupazioni quotidiane.

Trovare equilibrio ed elasticità emotiva è fondamentale per preservare la salute mentale e fisica, poiché gli effetti negativi di un carico emotivo eccessivo possono manifestarsi in molteplici modi.

La vita moderna è spesso caratterizzata da stress, pressioni lavorative, relazioni complesse e una costante connessione digitale.

In questo contesto, la leggerezza emotiva diventa un antidoto vitale contro l’accumulo di tensioni e ansie. Essa comporta la capacità di affrontare le sfide con un atteggiamento aperto e ottimista, riducendo l’impatto negativo delle difficoltà quotidiane sulla salute mentale.

Uno dei risvolti negativi della mancanza di leggerezza emotiva può essere osservato a livello psicosomatico. Il termine “psicosomatico” si riferisce all’interazione tra mente e corpo, e gli effetti di uno stress emotivo prolungato possono tradursi in problemi fisici.

Ad esempio, lo stress cronico può contribuire a disturbi del sonno, tensioni muscolari, disturbi gastrointestinali, problemi cardiaci. Infiammazioni persistenti, basse difese immunitarie, alterazioni della glicemia…

La leggerezza emotiva, d’altro canto, può contribuire a ridurre questi risvolti negativi e gestire al meglio con consapevolezza momenti di forte tensione.

Quando un individuo riesce a gestire le proprie emozioni in modo sano, si traduce in una minore tensione psicologica che si riflette positivamente sulla salute fisica ed emotiva uscendo dal ritiro sociale.

Può anche influire sulla sfera delle relazioni interpersonali. Essere in grado di affrontare le situazioni con un atteggiamento comprensivo e resiliente può contribuire a costruire relazioni più solide e appaganti.

La leggerezza emotiva favorisce la capacità di perdonare, ridimensionare i problemi e trovare soluzioni creative ai conflitti, contribuendo così a costruire un ambiente sociale più sano.

Tuttavia, la mancanza di leggerezza emotiva può comportare una serie di problemi. La tendenza a prendere troppo sul serio le sfide quotidiane, a portare con sé un fardello emotivo costante o a nutrire pensieri negativi può portare a uno stato di stress cronico. Questo, a sua volta, può avere impatti significativi sulla salute mentale e fisica.

Alcuni individui potrebbero sviluppare disturbi d’ansia o depressione, controllo e ipercontrollo a causa del peso emotivo costante che portano con sé.

L’accumulo di stress cronico può contribuire allo sviluppo di condizioni fisiche come l‘ipertensione, le malattie cardiovascolari e altri disturbi psicosomatici che si diramano a livello sistemico con dolori articolari diffusi, disregolazione dell’equilibrio intestinale che sappiamo essere cruciale per l’intero organismo.

Questo forte impatto a livello intestinale, può manifestandosi attraverso disturbi gastrointestinali quali gastralgie, colon irritabile (IBS- vedi articolo pubblicato in precedenza) con il diramarsi a ventaglio, in altre aree del corpo verso infiammazioni del derma, spasmi muscolari, infezioni persistenti, febbricola sine causa medica.

Lo stress emotivo cronico, derivante da una mancanza di leggerezza emotiva, può innescare reazioni fisiologiche nel sistema digestivo scatenati da uno stato emotivo costantemente teso.

Il sistema nervoso enterico, spesso chiamato “secondo cervello”, è estremamente sensibile allo stress emotivo. La mancanza di leggerezza emotiva può innescare uno stato di iperattivazione o disfunzione del sistema nervoso enterico, portando a sintomi gastrointestinali quali dolore addominale, gonfiore, diarrea o costipazione.

La regolazione del tono vagale, che influisce sulla funzione intestinale, può essere compromessa, contribuendo a disturbi digestivi. Inoltre, lo stress cronico può alterare l’equilibrio della flora intestinale, impattando negativamente sulla salute dell’intestino.

La promozione della leggerezza emotiva diventa dunque essenziale per mitigare questi risvolti negativi a livello intestinale e sistemico.

Per gli amanti delle Neuroscienze, la pesantezza emotiva è un’esperienza complessa che coinvolge diverse aree del cervello. Alcuni studi indicano le seguenti aree come coinvolte nella gestione delle emozioni intense e negative:

  • Amigdala: Situata nel lobo temporale, l’amigdala è fondamentale per il trattamento delle emozioni, specialmente quelle legate alla paura e allo stress. In presenza di pesantezza emotiva, l’amigdala può essere iperattiva, amplificando la percezione e la risposta emotiva alle situazioni.
  • Corteccia prefrontale: Questa regione, situata nella parte anteriore del cervello, è coinvolta nel controllo delle emozioni, nella pianificazione e nella presa di decisioni. La pesantezza emotiva può influenzare la funzione della corteccia prefrontale, rendendo più difficile il controllo emotivo e la riflessione razionale.
  • Ispessimento della corteccia cingolata anteriore: Quest’area è associata alla regolazione delle emozioni e al monitoraggio dello stato emotivo interno. La pesantezza emotiva può portare a cambiamenti strutturali in questa regione, influenzando la capacità di gestire le emozioni.
  • Ipopotalamo e sistema limbico: L’ipotalamo è coinvolto nella risposta ormonale allo stress, influenzando la produzione di cortisolo e altri neurotrasmettitori. Il sistema limbico, che include l’amigdala e l’ippocampo, è cruciale per la regolazione delle emozioni e delle risposte allo stress.
  • Nucleo accumbens: Questa regione è coinvolta nella ricompensa e nella motivazione. La pesantezza emotiva può influenzare la percezione delle ricompense e ridurre la motivazione verso attività piacevoli.

La pesantezza emotiva può anche riflettersi in cambiamenti nella connettività neuronale tra queste regioni cerebrali. Le neurotrasmissioni e le risposte ormonali allo stress possono modulare la plasticità cerebrale (vedi articolo pubblicato a gennaio), contribuendo a schemi di pensiero negativi e reazioni emotive intense.

È importante notare che la ricerca su questo argomento è in corso, e la comprensione delle basi neurali delle emozioni è ancora in evoluzione.

Capita molto spesso di poter affrontare queste condizioni con l’aiuto di un professionista che aiuti ad individuare le cause, le origini psico fisiche di uno stato di stress persistente e la difficoltà di rilasciare la pesantezza emotiva che ne deriva.

Kinesiologia e Floriterapia sono pratiche di medicina naturale che ritengo essere dei validi strumenti associati alla ri-programmazione delle proprie credenze e la costruzione di nuovi interventi terapeutici per la singola persona.

Purtroppo o per fortuna ci vuole disciplina e vera intenzione per uscire dalla zona di comfort: capita a tutti nel sentirsi invischiati e credere di non avere un’uscita di sicurezza vedendo solo la porta chiusa….”E’ così” “Mi tocca”.

Si ….”ma………..” , chiedo in seduta” riesci a vedere altro? Riesci a guardare con un’altra prospettiva?”

Spero di aver solleticato la tua consapevolezza caro lettore, sicuramente il sistema nervoso!

Un caro saluto dalla tua Doc S.

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