“Il trauma non è ciò che accade fuori di noi, ma ciò che accade dentro di noi in risposta a quell’evento” . (Cit)
Lo stress è la malattia del secolo ma non sempre è un nemico, ma un meccanismo adattivo. Tuttavia, quando lo stress diventa cronico o l’evento è traumatico, il SNC smette di “reagire” e inizia a “registrare”.
Vediamo cosa succede in parole semplici, un’esposizione ad un evento traumatico in giovane età (violenza verbale, fisica, uditiva, visiva, lutto, separazioni, accudimento non sicuro).
Durante l’infanzia e l’adolescenza, il cervello è caratterizzato da una neuroplasticità estrema. Se l’ambiente è sicuro, il SNC investe energia nella crescita cognitiva e sociale; se l’ambiente è percepito come traumatico (abusi, trascuratezza, bullismo, instabilità familiare), il cervello “si specializza” nella sopravvivenza.
- Mancanza di sintonizzazione, convalida e conforto da parte del caregiver
- Violazione dei confini, parentificazione
- Attaccamento insicuro, abbandono, separazioni
- Stress cronico o paura in stato di allerta
Se ti ritrovi nei punti appena descritti, il tuo cervello, ha dovuto costruirsi una difesa per sopravvivere e tradurre in modelli comportamentali disfunzionali:
- “Sono solo”(e rincorro l’amore dell’altro)
- “Non merito amore” (e continuo a sostenere le necessità del genitore per essere amato/riconosciuto)
- “Non sono al sicuro” (e ho sempre un piano B di fuga)
- Alto rendimento sul lavoro
- Anestesia emotiva
- Controllo/ipercontrollo
- Chiusura/evitamento
- Scatti d’ira
- Dipendenze
Sul corpo si possono esprimere stanchezza eccessiva, infiammazione persistente (bassa infiammazione), stress immunitario, problematiche cardiache, intestino irritabile..
Già nel periodo peri e post natale, il cervello, fisiologicamente, elimina le connessioni neuronali inutilizzate per diventare più efficiente dando spazio a funzioni necessarie.
Lo stress cronico agisce come un segnale errato:
- Vengono rinforzate a dismisura le vie della paura e dell’ ipervigilanza.
- Vengono indebolite o “potate” prematuramente le vie della regolazione emotiva e del controllo degli impulsi.
- Rimane registrato “sotto soglia” quello stress ( visivo, uditivo, fisico)
L’ippocampo è una delle strutture più sensibili allo stress. Negli eventi traumatici precoci, l’esposizione prolungata ad alti livelli di cortisolo può esercitare un effetto neurotossico, riducendo il volume ippocampale.
Il risultato: una difficoltà cronica nel distinguere tra una minaccia reale presente e un ricordo del passato.
Il ragazzo (e poi l’adulto) vive in un costante “flashback fisiologico”, una sorta di PTSD (disturbo post traumatico da stress)
Il trauma infantile ricalibra il nervo vago e il sistema simpatico. Invece di oscillare fluidamente tra attivazione e riposo, il sistema può rimanere bloccato in due stati
- Iper-attivazione: Ansia, rabbia esplosiva, insonnia (Eccesso di Simpatico).
- Ipo-attivazione (Dissociazione): Senso di nebbia mentale, distacco, depressione, bassa energia (Eccesso di Dorsale Vagale)
- Disturbi psicosomatici (es intestino irritabile) .
In questo scenario, l’approccio kinesiologico e naturopatico diventa trasformativo:
Riprogrammazione Kinesiologica
Poiché questi traumi sono registrati a livello sottocorticale (dove non arriva la parola), il test muscolare permette di dialogare con la memoria somatica della persona che è ancora “attiva”, richiamando le memorie infantili/adolescenziali. Si può lavorare per rimuovere mappe mentali o meccanismi auto sabotanti sostituendoli con nuovi ragionamenti e intenzioni.Naturopatia e asse microbiota-cervello
Sappiamo che il trauma precoce altera profondamente il microbiota intestinale, .a risposta immunitaria e ormonale. Si può intervenire sull’asse intestino-cervello che non è solo una scelta nutrizionale, ma un modo per inviare segnali di sicurezza biochimica al SNC e ricalibrare l’alimentazione in relazione al proprio biotipo naturopatico per supportare il corpo nelle carenze o varie fasi delle età.
Neuroscienze Affettive e Cognitive
Le mie amate Neuroscienze cognitive e affettive, descrivono i meccanismi, le aree e il funzionamento del cervello che è programmato per la sopravvivenza.
Quando affrontiamo uno stress acuto o un trauma, la corteccia prefrontale (la sede del pensiero logico) tende a spegnersi per lasciare il comando all’ amigdala , il nostro centro di allerta rapido per poter decidere l’azione da compiere.
Il cervello non conosce la differenza di tempo, un evento passato lo vive come presente
Quindi alcune aree rimangono in allerta, soprattutto quelle del sistema limbico, deputato a gestire le emozioni:
- L’ amigdala rimane in iperattivazione: Il sistema di allarme che rimane “acceso”, pronto a scattare, fuggire, aggredire.
- L’ ippocampo, area della memoria, dà come risultato informazioni frammentate: difficoltà a ricordare o registrare sensazioni diverse
- La corteccia prefrontale è “offline”: quest’area regola la capacità di mettere in atto le azioni, se iper attivata, ha difficoltà di razionalizzare l’esperienza quando il sistema è in sovraccarico, risultato, confusione mentale.
Si parla quindi di memorie somatiche (del corpo) che rimangono sottosoglia e pronte a riattivarsi.
Dico sempre: è come avere un nervo scoperto che salta come elastico: il nostro cervello è così intelligente da proteggersi nell’aprire alcuni file, alcuni ricordi che potrebbero essere troppo forti da affrontare.
Rimane però con una bassa infiammazione, rimane cioè con un’infiammazione sottosoglia, un’iperattivazione costante.
Prova ad immaginare un motore acceso e sempre in prima marcia.
Se le neuroscienze ci spiegano il “perché”, la Naturopatia e la Kinesiologia ci offrono gli strumenti per leggere i segni di questo stress cronico:
- Il Piano Biochimico (Naturopatia): Lo stress prolungato mantiene l’asse HPA (Ipotalamo-Ipofisi-Surrene) costantemente attivo, portando a un eccesso di cortisolo che infiamma i tessuti e altera l’equilibrio del microbiota intestinale, il benessere ormonale, il sistema immunitario, la funzionalità di tutti gli organi.
La salute consapevole parte dal ripristino di questo terreno organico grazie ad un’alimentazione strutturata sulle caratteristiche della persona, il gruppo sanguigno, la biotipologia naturopatica e l’integrazione mirata per la persona.
- Il Piano Energetico-Strutturale (Kinesiologia): In Kinesiologia, diciamo che “i muscoli non mentono”. Un trauma non risolto si manifesta come una “ipertonicità” difensiva o, al contrario, come un collasso del tono muscolare.
Attraverso il test muscolare kinesiologico, possiamo individuare dove il SNC ha “stoccato” quella memoria e lavorare per rilasciarla a livello somato-emozionale con la Kinesiologia dell’inconscio e tecniche di Neuroscienze affettive.
Integrare tecniche di riprogrammazione, scrittura creativa guidata, supporto fitoterapico per l’asse dello stress e riequilibri kinesiologici permette di “aggiornare” il software del SNC, informandolo che il pericolo è passato e che è possibile tornare a uno stato di omeostasi.
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” Il Metodo Integrato offre gli strumenti per tornare al centro di se stesse, onorando la propria biologia e la propria anima“.
Un caro saluto
Dott.ssa Serena Marega
Laureata in Psicologia, spec. in Neuroscienze cognitive, Naturopata nutrizionale e Kinesiologa, autrice e divulgatrice.
1. Perché si dice che il trauma è “un’impronta” nel corpo e non solo un ricordo?
Il trauma non viene archiviato come una storia passata (funzione dell’Ippocampo), ma rimane “congelato” sotto forma di sensazioni fisiche e stati di allerta. Il Sistema Nervoso Centrale non distingue il tempo: per lui, un evento accaduto vent’anni fa può risultare come un pericolo presente, mantenendo il corpo in uno stato di infiammazione costante ( bassa infiammazione ).
2. Come possono gli eventi dell’infanzia influenzare la mia salute da adulto?
Durante l’infanzia, il cervello è in una fase di massima neuroplasticità . Se cresciamo in un ambiente insicuro, il sistema nervoso “si specializza” nella sopravvivenza. Questo altera il meccanismo di potatura sinaptica ( potatura ), rinforzando le aree della paura (Amigdala) e indebolendo quelle del ragionamento (Corteccia Prefrontale), portando a stanchezza cronica o difficoltà emotiva in età adulta.
3. Cos’è il “sequestro emotivo” di cui parla l’articolo?
Si verifica quando l’Amigdala rileva una minaccia e “spegne” la parte logica del cervello (Corteccia Prefrontale) per agire rapidamente. In chi ha vissuto traumi, questo accade anche per stimoli lievi, rendendo difficile razionalizzare le reazioni o mantenere il controllo, portando sensazioni di confusione o scatti d’ira.
4. In che modo la Kinesiologia aiuta a risolvere un trauma se non uso la parola?
Molte memorie traumatiche sono stoccate a livello sottocorticale , ovvero in aree del cervello che non comunicano direttamente con il linguaggio verbale. Attraverso il test muscolare kinesiologico , possiamo dialogare con la memoria somatica del corpo, individuando dove lo stress è rimasto “bloccato” e rilasciandolo senza dover necessariamente rivivere il trauma narrativamente.
5. Perché la Naturopatia interviene sull’intestino per curare lo stress?
Esiste un asse bidirezionale tra microbiota e cervello . Lo stress cronico altera la flora batterica, la quale invia segnali di allerta al cervello, creando un circolo vizioso. Intervenire con una nutrizione mirata e fitoterapia permette di inviare segnali biochimici di “sicurezza” al sistema nervoso, facilitando il ritorno all’omeostasi (l’equilibrio interno).
6. È davvero possibile “rimodellare” un sistema nervoso segnato dal trauma?
Assolutamente sì. Grazie alla neuroplasticità, il cervello può imparare nuovi pattern. Integrando il lavoro sul corpo (Kinesiologia), il supporto biochimico (Naturopatia) e la consapevolezza, possiamo “aggiornare” il software del sistema nervoso, informandolo che il pericolo è passato e che può finalmente disattivare lo stato di allerta.
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